mercoledì, 14 marzo 2007, ore 22:37

CALORE e MORTE

quando mi dicevano che i bambini di oggi che vivono in città non conoscono gli animali della fattoria mi veniva da ridere e non ci credevo......è vero e non succede solo ai bambini..

Questa mattina avrei voluto avere mia nonna vicino per sentire i racconti e i detti degli antichi.

Alle 5 dopo essermi rigirata nel letto nervosamente per una buona ora, presa dalla disperazione mi sono alzata.

Mai mi era capitato di sentire delle grida così forti, all’inizio mi sembrava il pianto di un bambino seguito da un suono lugubre da far venire i brividi, non capivo……. grida acute, brontoli cupi, minacciosi soffi e l’incredibile trambusto che si è levato sotto la finestra della stanza mi ha fatto realizzare che si trattava di qualche cosa di diverso, erano i gatti in calore

Affacciandomi nel giardino ho subito avvertito un odore acre e puzzolente che mi ha quasi fatto arretrare, i maschi avevano delimitato il loro territorio….. dico…. il loro territorio nel MIO giardino.

Il mio giardino questa notte era in stato di assedio, non ho mai visto tanti gatti tutti in una volta e non avevo neanche mai assistito alla violenza delle loro lotte per fissare i limiti del loro territorio, i fiori e le piante sono stati abbondantemente annaffiati dalla pipì di un grosso gatto nero a pelo lungo che uscito vincitore ha troneggiato per tutto il giorno sul tetto della cucina incurante delle mie urla e minacce per spaventarlo e farlo andare via.

Questa mattina avrei voluto avere mia nonna vicino... quando, seduta davanti al letto di morte del mio vicino di casa mi sono sentita dire ……..

Hai sentito i gatti questa notte...?  fanno sempre così quando sta per morire qualcuno…. 
Il mio vicino è morto alle 5…

scritto da decupando
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mercoledì, 07 marzo 2007, ore 22:37

TRAMONTO

I tramonti sanno donare speranza a chi li contempla

FUOCO SU DI ME

Fuoco su di me
E’ la luce del giorno
Che tutto confonde
Forza e coraggio profonde
Proiezione distorta
Di una vita altanelante
Ora triste e poi inebriante

Fuoco su di me
Nel crepuscolo ove tutto è minuscolo
Socchiudo gli occhi e poi li riapro
Coriandoli colorati volano nel vento rapiti
Quei sogni all’animo rubati
Come amori sospirati
Vita mia non li hai dimenticati

Fuoco su di me
Nel buio della notte
Leggiadro e scaltro
Ne odo i veloci passi
E’ il tempo del domani
Davanti gli occhi
Il destino veloce scorre

Poeta64

scritto da decupando
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martedì, 06 marzo 2007, ore 21:35

LETARGO

Ben nutrito, rimpinzato,

l’orso bruno è addormentato,

dal suo pelo riscaldato,

nella grotta sistemato. 

La marmotta si rinserra

In un vano sottoterra:

qui si tratta di svernare

e l’ingresso barricare.

Le lumache ed il lombrico

Sono tanto che non vi dico,

tutti dormono e ognuno spera

che ritorni primavera

la parola "letargo", deriva dal greco e significa : "stato di torpore simile a sonno profondo". 
Ci sono degli animali che per sopravvivere alle rigide temperature dell' inverno cadono in uno stato di " ibernazione "in cui" spendendo pochissima energia , utilizzano il grasso corporeo che hanno accumulato d'estate.

Alcuni mammiferi preferiscono invece trascorrere i mesi più difficili in uno stato di torpore più o meno profondo. La durata del letargo varia in relazione alla temperatura esterna, più lungo è l'inverno e più duratura sarà l'ibernazione dell'animale.

Anchio quest'anno ho mandato in letargo il corpo che però ha mantenuto intatti i suoi grassi.... e la mente che invece si è prosciugata, ma con l'arrivo della primavera piano piano mi risveglio, tutte le ossa scricchiolano ad ogni movimeto ancora intorpidite, ma stiracchiandomi le rimetterò tutte a posto per recuperare la vitalità necessaria.

A presto

p.s.

comunque....per accellerare i tempi sono tornata in Calabria..... quì è primavera inoltrata 

scritto da decupando
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