e alla fine chi decide non sei tu.....
incontri, corsi, lavori e progetti di natale, la cena delle donne... il mercatino di Natale la cena della vigilia tanti programmi.. forse troppi....
e alla fine chi decide non sei tu.... perchè se chiedi troppo al tuo fisico prima o poi si ribella e ti molla nel bel mezzo di tutto, obbligandoti ad annullare qualsiasi progetto ed a non aver più voglia di far niente tanto stai male....
cosa è successo....!!? ho preso una banalissima influenza che per chiunque si risolve in 4/5 giorni.... da me invece si è insediata il 9 dicembre ed ancora non è andata via....quasi 3 settimane di isolamento, con previdente trasloco della roccia in altra camera onde evitare bacilli, trasferimento da Torino di mia mamma con tanto di cappellino con croce rossa
e
cappello da cuoca per i miei vandali che si sono regolarmente scofanati i manicaretti in continua produzione incuranti del mio stravolgimento.
questa'anno il Natale è passato in uno stato continuo di precarietà..... la stessa che ha l'albero fatto il giorno prima della vigilia e che rappresenta in pieno il mio stato psicofiisico, cioè...... tenuto in piedi da una corda legata ad un chiodo......
ma è passato comunque bene, nonostante lo sfottò nei miei confronti a cui ho risposto prontamente con ripetuti starnuti distibuendo in assoluta par condition
germi e bacilli 
In linea con l'riginalità di questo Natale la sorpresa è stata sincera quando all'apertura dei pacchetti tutti si sono ritrovati oggetti già di loro proprità creando un clima di ilarità generale conclusasi con un brindisi festoso alla mia salute (decisamente assente) che mi ha impedito di andare come ogni anno alla ricerca di regali salvandomi da critiche e brutte figure..
come altrettanto sincera è stata quando io e la mia roccia abbiamo finalmente scartato l'enorme pacco misterioso che troneggiava da un paio di giorni in sala stuzzicando la nostra curiosità.
io amo i miei figli dal più profondo del mio cuore.... ma quando succedono queste cose mi accorgo emozionandomi quanto esso sia ben riposto e ricambiato.
........ci hanno regalato il CIELO .......
ed io di nascosto ho pianto per l'emozione.
Il presepio

.... il nostro primo pensiero va a quella lontana notte del 1223 in cui S. Francesco da Assisi volle rievocare la nascita del bambin Gesù, riproponendo ai fedeli riunitisi per ascoltare la sua parola, la scena della grotta di Betlemme, in una chiesetta a Greccio.
Si trattò del primo presepe vivente e la tradizione si è perpetuata nei secoli arrivando fino ai giorni nostri: numerosissime sono infatti in Italia e nel mondo le rievocazioni della Notte Santa.
La raffigurazione della natività ha però origini ben più remote, infatti i primi cristiani usavano scolpire o dipingere le scene della nascita di Cristo nei loro punti di incontro (ad es. le Catacombe romane); poi quando il Cristianesimo potè essere professato fuori dalla clandestinità, tale usanza continuò e scene con Giuseppe, Maria e il Bambino andaronno ad arricchire le pareti delle prime chiese. Si trattava di graffiti, rilievi e affreschi: per vedere le prime statue dobbiamo attendere la fine del 1200 e per lungo tempo ancora tale tradizione è rimasta prerogativa delle chiese e delle comunità religiose. E fino a quando? Fino a quando bisogna attendere perchè le statue vengano prodotte in scale più piccole e conoscano la propria diffusione in tutte le case?
Dobbiamo attendere fino al 1700: è Napoli (allora facente parte dei domini borbonici e al centro di fitti scambi commerciali con la Spagna ed il resto d'Europa) ad essere considerata la culla della diffusione dell'attuale presepio. Il tradizionale presepe napoletano era ed è costituito da statuine con un'anima in ferro imbottita, la loro testa è in terracotta ed i vestiti sono in stoffa. Prendendo spunto e ispirazione da qui dunque, ogni popolo, ogni artista hanno utilizzato i materiali più disparati, più congeniali o più facilmente reperibili; basti pensare che nella stessa Italia incontriamo tantissime tipologie di presepio: da quello napoletano alla cartapesta leccese, alla terracotta in altre zone della Puglia, alla cartapesta e al gesso della Toscana, al legno del Trentino solo per citarne alcune. Per non parlare poi dell'ambientazione che solitamente rispecchia il territorio e la cultura di chi li realizza, o meglio un mix tra questo e quanto si legge nei Vangeli, soprattutto nei cosiddetti vangeli apocrifi. Per intuire l'importanza dell'ambientazione e della scenografia basti guardare in ogni casa, in ogni presepio la trasformazione che ha interessato la rappresentazione della nascita di Gesù.... la natività risulta ormai sommersa da una serie infinita di personaggi e figure... pastori, suonatori, venditori e venditrici, viandanti... ...ma forse è proprio questo che rende il presepio così bello e affascinante, che rende bello e affascinante progettarlo e costruirlo, curarlo nei minimi dettagli...
BUON NATALE

AUGURONI A TUTTI
DI
BUON NATALE