"Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento..."
Nome: silvia Chi Sono
se non una sognatrice......
e come un libro aperto il resto lo lascio dire a voi che mi leggete e a chi mi conosce
Oggi mi sono svegliata con la consapevolezza che ci stiamo avvicinando al Natale, lunedì come ogni anno festeggeremo dalla mamma l’inizio delle festività con il primo tradizionale pranzo dell’IMMACOLATA”. Questa tradizione è nata anni fa quando con mia sorella ci siamo rese conto che i ragazzi ormai grandi scalpitavano all’dea di doversi trasferire da una città all’altra per le vigilie e relative festività staccandoli dagli amici che è risaputo approfittano dello stesso periodo per fare qualche festa in più o qualche gita sulla neve. La conclusione è stata che per evitare malumori generali…… della nonna e nostri che volevamo tutti riuniti….. dei ragazzi che volevano libertà di scappare ancora con l’ultimo boccone di panettone in bocca...... (con l’accordo che tutti saremmo stati sempre presenti) di optare per un pranzo unico organizzato per la prima festa di Natale l’IMMACOLATA” che avrebbe raggruppato tutte le festività lasciando liberi figli e nipoti di organizzarsi a proprio piacere.
BERLUCCHI
Non ricordo quando è successo la prima volta e chi ha iniziato ricordo però lo sconcerto di tutti e soprattutto di mia mamma che non sapeva più come giustificarsi (agli occhi di due zii presenti) quando in virtù di un anno particolarmente faticoso io e mia sorella ci siamo presentate a fine pasto con una bottiglia di BERLUCCHI scolata scientificamente da noi due sole rifiutando ogni invito ad offrire e ridacchiando alla facce attonite di tutti i commensali. Anche quello è stato un inizio di tradizione, il “Berlucchi” è presente ogni anno in tavola con la variante del numero di bottiglie sempre valutata sulle fatiche dell’anno passato…… e dalla bottiglia in più destinata ad essere offerta per evitare i soliti malumori.
Quest’anno abbiamo deciso di portarne due a testa e non perché vogliamo essere più generose del solito o perché ci siano più posti a tavola ma perché è stato VERAMENTE PESANTE e ancora non sappiano se offrirlo o no.........
Comunque svegliandomi questa mattina ho deciso che anche se non mi ero accorta che fuori ci sono le luminarie che i negozi sono addobbati e che il Natale è alle porte …nonostante tutto la vita continua e voglio incominciare ad organizzarmi per il cenone della Vigilia rigorosamente di pesce facendo un MENU’ alla giornata……
Antipasti
“Sardele in Saor” Sarde in Carpione
Primi
Secondi
Dolci
e il primo piatto che porterò in tavola sarà :
“Sardele in Saor” Sarde in Carpione
Ingredienti per 4 Persone
sarde fresche 600 gr
pinoli e uvetta sultanina
2 cipolle, 2 carote 2 gambi di sedano scalogno foglie di alloro fresco farina bianca, aceto bianco, olio d’oliva, sale.
il piatto va preparato 1 o 2 giorni prima di essere consumato; ottimo come antipasto o per accompagnare gli aperitivi.
Infarinate bene le sarde e friggetele in abbondante olio bollente; quando saranno rosolate da ambo le parti, levatele dalla padella, mettetele su carta assorbente e salatele. Mettete sul fuoco una padella con u bicchiere d’olio d’oliva. Unite le cipolle le carote il sedano e lo scalogno affettate e soffriggetele dolcemente (devono dorare), versate sopra 2 bicchieri di aceto e fatelo bollire per qualche minuto. Sistemate il pesce a strati su una terrina coprendoli con foglie di alloro e irrorando con un po’ di aceto caldo, con la cipolla affettata, i pinoli e l’uvetta sultanina macerata nell’acqua e asciugata. Versate l’aceto rimanente in modo da coprire i pesci. Chiudete il recipiente con un coperchio e ponetelo in un luogo fresco – non in frigorifero – lasciando marinare per un giorno o due.
Per la notte del Redentore, la terza domenica di Luglio, i veneziani preparano con questa ricetta “i sfogi” cioè le sogliole. Uvetta, pinoli e spezie – come già detto – sono facoltativi, residuo di una cucina antica tramandata, io la userò come primo antipasto